Sembra uno dei tanti slogan commerciali che accompagnano una delizia per la tavola o un giocattolo da regalare: un Natale speciale!

La realtà è che potremmo davvero avere voglia di vivere e augurare un Natale speciale.

Lui arriva sotto molte forme, magari sotto la barba bianca e il vestito rosso, tra le palle e le luci di un abete, in un panettone, nel presepe, durante la messa. È la naturale conseguenza del tempo che ha sovrapposto e mescolato le origini, le tradizioni, le sensibilità.

È una festa religiosa: i cristiani il 25 dicembre celebrano la nascita di Gesù. Una festa importante nel calendario liturgico, seconda solo alla resurrezione pasquale. L’usanza della celebrazione si diffonde intorno al ‘300. Gli studiosi ritengono che la data venne scelta dalla Chiesa per sostituire il culto pagano della festa del Fuoco e del Sole. L’idea di contrastare i festeggiamenti pagani si è tramandata ma è di tutta evidenza che in pratica siano confluite nel Natale anche le tradizioni che con il culto di Gesù non spartiscono quasi nulla.

Quante volte poi negli ultimi decenni, con l’impazzata del Natale ancora più smaccatamente commerciale, abbiamo pensato che dovremmo tornare a considerarlo un momento spirituale?

A ben pensarci è una scelta intima e forse possiamo rispettare tutto e tutti trovando ragioni ed equilibri. I bagordi natalizi, la corsa ai regali, gli abiti scintillanti, non sono un’espressione di fede ma possono sicuramente essere un momento di pace e gioia. Le famiglie riunite, gli addobbi, il torrone, ‘fanno Natale’ perché creano un clima di comunione e di allegria e vanno quindi in qualche modo a esprimere in ogni caso un sentimento positivo.

Va da sé che ciascuno interpreta il Natale in base al proprio credo e ai propri valori ma ci piace insomma pensare che se ne possa conservare un significato universale almeno di riflessione. Una giornata per ritrovarci e ritrovare un’armonia. Una giornata da dedicare agli affetti. Una giornata per meditare, oggi più che mai, sul significato della nostra devozione o dei nostri differenti principi ispiratori.

È vero, molti simboli e molti usi ormai consueti possono quasi stridere con lo spirito di raccoglimento della Natività ma preferiamo immaginare che in ogni cuore alberghi una piccola e calda fiammella mistica. Sufficiente almeno a renderci tutti più buoni!

Porgiamo così i nostri sinceri e sentiti auguri a voi che ci leggete, comunque decidiate di respirare l’aria di Natale. Questa è la nostra rappresentazione del Natale speciale: un Natale almeno un po’ meno frenetico e superficiale.

Vorremmo fosse, più di tutto, speranza e letizia. Se non una preghiera, un’ode alla vita.