Il fiore viola che aiuta il fegato

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Dr.ssa Gabriella Lesmo

Il silybum marianum, nome scientifico del cardo mariano, milk thistle in inglese è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee, distribuita nelle regioni di clima temperato dell’Europa e del Nord America.

Alto sino a 2 metri, il cardo mariano ha infiorescenze a capolino ,di grandi dimensioni e colore violaceo circondate da foglie brattacee biancastre e spinose.

Della pianta si usano i semi che, sin dal Medio Evo, sono stati impiegati per promuovere la produzione biliare e sostenere la funzione degli organi digestivi. I semi del cardo mariano contengono tre potenti flavonoidi : silibina, silidianina e silicristina,chiamate,nel loro insieme, silimarina.

La silimarina ha effetto colagogo e coleretico, risultando utile nei casi di bile spessa, nella prevenzione della calcolosi biliare e come detossificante generale. Come tutti i flavonoidi la silimarina possiede potente effetto antiossidante, riduce la perossidazione dei lipidi e promuove la produzione di glutatione nell’epatocita, risultando utile in tutte le malattie del fegato sia tossiche che metaboliche, sia acute che croniche.

Numerosi sono anche gli effetti benefici extra-epatici della silimarina tra cui la riduzione dell’ipercolesterolemia ,il miglior equilibrio glicemico e la promozione della digestione ,la riduzione degli effetto tossici delle radiazioni e dei chemioterapici, la riduzione delle vampate e di molti altri sintomi vegetativi della menopausa.

I semi di cardo mariano sono disponibili in forme galeniche diverse , contenenti differenti quantità di principi attivi . L’estratto secco ad alto grado di standardizzazione risulta più efficace e conveniente ,di questo meglio tener conto nella scelta del prodotto commerciale piuttosto che del preparato galenico.

La tintura madre di cardo mariano contiene anche tiramina, risulta quindi controindicata nei soggetti ipertesi, trovando quindi utilizzo nei casi di ipotensione idiopatica.