foto

Avv. Vincenzo Gallo
1. L’origine del progetto di revisione “Swssness”
Indicare la designazione “made in Switzerland” o apporre la croce svizzera su un prodotto, rappresenta un valore aggiunto per le imprese elvetiche ed uno strumento di marketing per le aziende esportatrici. La c.d. “Swisness o “Svizzerità” è nell’immaginario collettivo sinonimo di tradizione, affidabilità e qualità eccezionale in grado di offrire, malgrado i prezzi piuttosto alti praticati in Svizzera, un formidabile vantaggio competitivo alle imprese che si fregiano dei suddetti contrassegni.
Tuttavia l’uso abusivo delle indicazioni di provenienza svizzera ha suscitato scontento in svariati settori e posto le premesse di un progetto di revisione sia della Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza (LPM) e sia della Legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici (LPSt).
Il progetto, denominato “Swissness”, ha l’obiettivo di tutelare i consumatori, ridurre i casi di concorrenza sleale ed assicurare maggiore certezza giuridica.
A tali modifiche legislative, approvate dalle Camere Federali nel giugno del 2013, è seguita l’emanazione della normativa di applicazione da parte del Consiglio Federale. Infatti, nel settembre del 2015, si è proceduto alla revisione dell’ordinanza sulla protezione dei marchi (OPM), all’emanazione dell’ordinanza sull’utilizzo di indicazioni di provenienza svizzere per le derrate alimentari (OIPSDA), dell’ordinanza sul registro delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli (DOP/IGP) e dell’ordinanza sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici (OPSt).
Il pacchetto legislativo entrerà in vigore il 1° gennaio 2017.

2. Indicazioni di provenienza svizzera Vs Indicazioni di origine doganale

La designazione “Made in Switzerland” e la raffigurazione della croce svizzera costituiscono indicazioni di provenienza geografica, da non confondersi con le indicazioni dell’origine dei prodotti secondo il diritto doganale.
Le indicazioni di origine doganale costituiscono infatti applicazione di misure economiche, che determinano l’entità delle tariffe doganali.
Si distinguono due regole di origine dei prodotti: regole di origine non preferenziali, di competenza delle Camere di Commercio svizzere, che riguardano l’applicazione dell’origine dei prodotti ai Paesi con cui la Svizzera non abbia concluso un accordo di libero scambio; e regole di origine preferenziali, di competenza delle Autorità doganali svizzere, che si applicano ai Paesi con cui la Svizzera abbia concluso accordi di libero scambio. Nel primo caso, per l’importazione nel Paese interessato viene richiesto un c.d. certificato di origine che dimostri che un prodotto è stato interamente fabbricato o sufficientemente trasformato in un determinato Paese. Secondo le regole di origine non preferenziale ai fini del rilascio del certificato di origine il valore aggiunto acquisito all’estero non deve superare del 50 per cento il prezzo d’esportazione del prodotto finito.
Considerate le diverse finalità della normativa sull’indicazione di provenienza e di quella sull’origine dei prodotti, è chiaro come non sia automatico che un prodotto definito di origine svizzera, secondo il diritto doganale, possa anche fregiarsi della denominazione “Made in Switzerland”.

3. Le novità del pacchetto legislativo Swissness: i prodotti industriali, le derrate alimentari ed i prodotti cosmetici

La normativa in vigore fino al 31 dicembre 2016 prevede come regola generale sull’indicazione di provenienza dei prodotti che almeno il 50 per cento dei costi di produzione e una fase rilevante del processo di fabbricazione si realizzino rispettivamente in Svizzera, senza operare distinzioni riguardo alla tipologia del prodotto. La giurisprudenza attualmente riconosce quali costi di produzione i costi delle materie prime e delle materie semilavorate, i singoli pezzi, i salari e i costi generali; sono invece esclusi i costi di distribuzione, commercializzazione e di ricerca e sviluppo.
Con riferimento alla provenienza dei prodotti industriali, la nuova legislazione Swissness individua due requisiti: almeno il 60 percento dei costi di produzione deve essere stato realizzato in Svizzera e l’attività che conferisce al prodotto le sue caratteristiche essenziali o comunque una tappa significativa della produzione deve essersi svolta in Svizzera (art. 48c LPM).
L’art. 52e OPM precisa che sono considerati costi di produzione ai sensi dell’articolo 48c capoversi 1 e 2 i costi di ricerca e sviluppo, i costi delle materie e di fabbricazione, compresi quelli connessi alla garanzia della qualità e alla certificazione prescritte per legge o disciplinate in modo uniforme all’interno di un settore. I costi sostenuti dopo la fine del processo di produzione non sono considerati costi di produzione.
Per le derrate alimentari la provenienza, salvo alcune eccezioni previste dalla legge, indica il luogo da cui proviene almeno l’80 per cento del peso delle materie prime di cui esse sono composte e l’indicazione di provenienza deve inoltre corrispondere al luogo in cui si è svolta la trasformazione che ha conferito alla derrata alimentare le sue caratteristiche essenziali (art. 48b LPM).
Sulla base del disposto dell’art. 50 LPM, che legittima l’emanazione di disposizioni particolari, il 29 agosto 2016 l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) ha invitato cantoni ed associazioni professionali ed economiche interessate a esprimersi in merito ad un progetto di ordinanza che disciplina l’uso delle indicazioni di provenienza svizzere per i prodotti cosmetici. Il progetto prevede che non basta che il 60 per cento dei costi di produzione sia realizzato in Svizzera, ma ai fini dell’utilizzo dell’ìndicazione di provenienza svizzera anche l’80 per cento dei costi di ricerca, sviluppo e fabbricazione siano sostenuti in Svizzera. Lo stesso prevede inoltre che si svolgano in Svizzera le attività che influiscono sulla qualità dei prodotti cosmetici. Il termine per la trasmissione dei pareri scade il 30 settembre 2016.
Importante novità della revisione legislativa è che la croce svizzera ad oggi utilizzabile solo per i servizi, potrà essere adoperata anche per i prodotti che soddisfano i criteri Swissness.
Nell’ottica della legge l‘utilizzo di indicazioni di provenienza è completamente gratuito e non è soggetto ad alcuna autorizzazione e/o controllo ufficiale. È naturalmente onere di chi utilizza tali indicazioni conformarsi alle disposizioni legali e, ove necessario, dimostrarlo. Le aziende che non riusciranno o che non vorranno conformarsi alle disposizioni Swissness, potranno continuare a svolgere regolarmente la propria attività in Svizzera, senza però poter utilizzare la croce o la designazione svizzera.
Infine, con riferimento ai problemi legati all’entrata in vigore della nuova normativa, i prodotti industriali fabbricati prima dell‘entrata in vigore del pacchetto Swissness e conformi alla legislazione previgente potranno essere immessi sul mercato entro un termine massimo di due anni dall‘entrata in vigore della revisione di legge (termine di consumo delle scorte). Riguardo alle derrate alimentari prodotte prima dell’entrata in vigore della relativa ordinanza, le indicazioni di provenienza conformi con il diritto previgente potranno essere utilizzate fino alla scadenza della data minima di conservabilità, ma al massimo per due anni dall’entrata in vigore. Termine ultimo perciò è il 31 dicembre 2018.