Mai OIPcome quest’anno, proprio in questi primissimi mesi autunnali, ci preoccupiamo di come proteggere il nostro organismo al meglio. Le temperature si abbassano gradualmente, virus influenzali e para-influenzali iniziano a circolare. Il nostro sistema immunitario nella maggior parte dei casi risponde efficacemente contro agenti patogeni infettivi. Qualche volta c’è pero’ bisogno di sostentarlo, innalzando le nostre naturali difese organiche, per evitare di ammalarci o superare al meglio i malanni stagionali comuni, quali raffreddore, influenza, tosse. Il trattamento di raffreddore ed influenza è generalmente sintomatico e prevende l’utilizzo di farmaci antipiretici ed antinfiammatori. L’approccio della fitoterapia –la scienza che tratta la cura e la prevenzione delle malattie umane per mezzo delle piante medicinali e dei prodotti fitoterapici– è diverso. Essa predilige il ricorso ad immunostimolanti. Di norma l’organismo reagisce all’attacco di un agente estraneo con naturali difese quali sudore, lisozima della pelle, cellule del sistema immunitario aspecifiche: si tratta dell’immunita’ naturale. Si parla invece di immunita’ acquisita facendo riferimento a meccanismi di difesa attivati dall’esposizione ad un agente estraneo che siano in tal caso specifici per ogni singolo agente e che oltretutto aumentano di intensità ad ogni successiva esposizione. Gli immunostimolanti agiscono attivando cellule specifiche, quali macrofagi, granulociti, leucociti, linfociti “Natural killer”, diminuendo la durata della malattia o prevenendone i sintomi. Le piante medicinali che stimolano il sistema immunitario sono numerose e tra queste l’Echinacea è considerata come pianta medicinale tradizionalmente adoperata per il trattamento del raffreddore e dell’influenza, grazie a effetti avvalorati da studi clinici nonché l’approvazione della Commissione E tedesca. L’approvazione riguarda soprattutto il trattamento di infezioni non complicate del tratto respiratorio superiore. L’echinacea è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae. Delle numerose specie esistenti, quelle piu’ utilizzate in fitoterapia sono l’echinacea purpurea, la pallida e l’angustifolia. Le proprieta’ immunostimolanti sono attribuite alla frazione polisaccaridica, ma ci sono anche altri principi attivi rilevanti che contribuiscono a questa azione, tra cui glicoproteine, l’echinacoside, i lattoni sesquiterpenici e le alcammidi. In particolare, la porzione polisaccaridica contenuta nell’Echinacea esercita due azioni rilevanti. Queste molecole interagiscono con le cellule del sistema immunitario presenti sull’epitelio gastrointestinale, attivando una risposta immunitaria sistemica. Inoltre, aumentano le capacità di neutrofili e macrofagi di fagocitare i patogeni – processo di difesa che ingloba e distrugge il patogeno. In particolare sono i macrofagi, le cellule del sistema immunitario piu’ coinvolte nella stimolazione, che invece risulta minore per i linfociti T. Oltre alla ben nota attività immunostimolante, l’Echinacea possiede attività antinfiammatoria, associata in tal caso al polisaccaride echinacoside; antivirale, osservata sia per utilizzo di estratti acquosi, sia alcolici: è stata osservata l’inibizione del virus influenzale, cosi come quello dell’Herpes, mediante la produzione di interferone e l’inibizione dell’enzima ialuronidasi virale, con conseguente riduzione della capacità penetrativa del virus. L’effetto dell’Echinacea nel trattamento delle infezioni del tratto respiratorio superiore è stato oggetto di diversi studi randomizzati, con diverse osservazioni di effetti benefici sulla riduzione della sintomatologia e della durata dei sintomi. Test di tossicita’ sub-acuta e cronica hanno confermato la sicurezza dell’Echinacea. Controindicazioni riportate dalla Commissione E tedesca degne di nota suggeriscono di evitarne l’impiego in caso di tubercolosi, sclerosi multipla, AIDS, malattie autoimmuni. E’ inoltre controindicata in caso di allergia alle piante della famiglia delle Asteraceae, in soggetti con tendenza alle allergie, in gravidanza, allattamento ed in ogni caso per un periodo non superiore alle 8 settimane.

Dott.ssa Giulia Pomarici

Bibliografia:

Capasso F, Grandolini G, Izzo A.A. Fitoterapia, impiego razionale delle droghe vegetali, 2006.

Levantino P. Nuovo Collegamento, Utifar, aprile 2020.