Dr.ssa Antonella Calvelli

Dr.ssa Antonella Calvelli

Il fegato, la ghiandola più grande del corpo umano, riveste un ruolo centrale nel controllo del metabolismo.
Il suo funzionamento può essere equiparato a quello di una fabbrica chimica che modifica, scompone e compone diverse sostanze.
Il fegato interviene nei principali processi di sintesi e metabolismo di proteine (di grande rilevanza la sintesi dei fattori di coagulazione del sangue), zuccheri (esso costituisce una riserva di glicogeno pronta ad essere trasformata in glucosio che circola nel sangue nei momenti di necessità), lipidi (colesterolo e trigliceridi), vitamine B, K, A, D, E liposolubili e ormoni. Esso consente inoltre l’accumulo nell’organismo di importanti sali minerali come il ferro, il rame, lo zinco e il manganese. Oltre al cuore, il fegato è l’unico organo che presenta due sistemi circolatori, attraverso di esso circolano circa 2000 litri di sangue al giorno. Le sue unità funzionali, gli epatociti, assolvono ad importanti funzioni: oltre a quella metabolica, l’azione di detossificazione del sangue e di secrezione della bile, quest’ultima necessaria ai processi dell’apparato digerente.
Considerando i numerosi compiti a cui assolve, il fegato è un organo che ricopre un ruolo di primo piano per il corretto funzionamento di tutto l’organismo. Proprio per questo è importante osservare uno stile di vita sano al fine di non comprometterne la funzionalità.
Fattori che possono provocare il danneggiamento della funzionalità epatica sono gli agenti infettivi, le malattie metaboliche ma soprattutto l’abuso di alcol, farmaci e sostanze chimiche. I sintomi delle conseguenti epatopatie sono spesso aspecifici: stanchezza, difetti di concentrazione, prurito, perdita di appetito, aumento ponderale, senso di pesantezza nella parte alta destra dell’addome, colorazione più chiara delle feci e/o più scura delle urine e ovviamente il tipico colorito (ittero) della pelle e degli occhi. Il dolore quale segnale diretto di un disturbo, non è tipico della ghiandola epatica.

Le sperimentazioni eseguite al fine di comprendere l’epatotossicità di alcune sostanze chimiche hanno consentito di trarre importanti conclusioni: una sostanza endogena come il glutatione (tripeptide con proprietà antiossidante) svolge un ruolo decisivo nella protezione degli epatociti dagli intermedi chimici reattivi che si sviluppano nel nostro organismo.
La funzione di detossificazione da molte sostanze dannose viene espletata dal fegato attraverso complesse reazioni chimiche volte sia a modificare le sostanze originali che a legarle ad altre, in modo da renderle più idrosolubili e quindi facilmente eliminabili attraverso le principali vie di escrezione dell’organismo, quali quella biliare e urinaria.

Di seguito elencate alcune regole d’oro ed evidenze atte al mantenimento di un buono stato di salute della ghiandola epatica e alla prevenzione delle patologie ad essa collegate:
Adottare un regime alimentare con proprietà basificanti (frutta e verdura);
La pulizia dell’intestino e l’uso giornaliero di probiotici rappresentano un valido aiuto per la prevenzione del carcinoma epatico;
La curcumina, in virtù de suo potente effetto antiossidante, protegge il fegato dal danno provocato dai radicali liberi e dalle sostanze tossiche;
Il cardo mariano, grazie al suo contenuto di silimarina, stabilizza le membrane delle cellule epatiche inibendo gli effetti nocivi delle sostanze epatotossiche, attiva inoltre la rigenerazione delle cellule epatiche e favorisce la microcircolazione;
L’estratto delle foglie di carciofo facilita la circolazione della bile e agevola i processi di detossificazione;
La capsaicina, estratto del peperoncino, potente detossificante e protettore dai danni ossidativi, secondo recenti studi sarebbe in grado di bloccare i processi generativi della fibrosi, riducendo conseguentemente il rischio di cirrosi epatica.
Disintossicare il fegato dalle scorie e dalle sostanze tossiche risulta dunque mai come al giorno d’oggi essenziale, ed è proprio la natura a fornirci un prezioso aiuto.